domenica 7 novembre 2010

The Snipers - But what am I seein' over there?


Gli Snipers sono una band del milanese attiva dal 2008, hanno già vari live alle spalle e un po' di tempo fa hanno dato alle stampe questo 7" rigorosamente autoprodotto. Artwork interessante e produzione curata, l'aver scelto di debuttare discograficamente su vinile gli fa guadagnare punti! Immancabile il fogliettino interno con testi e foto, vero MUST IRRINUNCIABILE per noi nerds.
Le canzoni sono dirette e entrano subito in testa, punk rock classico senza fronzoli con un bel sound grezzo al punto giusto e qualche chicca qua e la. Registrazione di buon livello, voce melodica e ottimi cori danno dinamicità al tutto. Il lato A è, a mio parere, il migliore; si apre con la ottima "I wanna kiss you on the couch" che ci ricorda le limonate con le prime fidanzatine e poi "I don't wanna grow up" classico teenage anthem. Nel lato B "my war is ended" non mi convince e "she's got no brain" è la mia preferita con ritornello che spacca! Promossi con questa prima uscita... ora aspettiamo anche il 12"!!



Recensione di Nico Giangrossi

giovedì 4 novembre 2010

The Nostalgics - Time is a luxury


Sarà la passione sfrenata del cantante per i tanto idolatrati The Smiths, sarà che ricordano quelle cose, quei suoni che non si sentono più da tempo ormai, oppure sarà semplicemente che loro sono i Nostalgics.
Un altro quartetto milanese che ha sfornato per noi - e per voi -  una demo  fresca fresca di stampa, "Time is a luxury".
E’ con questa demo che debuttano i nostri Nostalgics, che già solo dal nome del gruppo fanno capire di che pasta sono fatti; ci suggeriscono una precisa linea compositiva e stilistica dei loro brani: pezzi coinvolgenti per altro, che all'ascolto trasmettono un non so che di romantico, quasi malinconico.
La copertina del disco, un bambino con mega cuffione seduto su una vecchia poltrona di pelle marrone, rispecchia perfettamente le atmosfere vintage che riescono a ricreare con le sonorità, atmosfere date anche e soprattutto dai backing vocals.
Voce e melodie trascinanti, suoni morbidi prodotti dalle chitarre, i nostri indie/retro pop nostalgici ci regalano dei pezzi semplici ma sofisticati nel contempo, come la deliziosa "Amanda, by the marble stairs" o come le più intraprendenti "Shimmer" e "Anchors".
Insomma, se il "tempo è un lusso" io non lo sprecherei in cose futili, bensì se fossi in voi, correrei ad ascoltare il disco.
Enjoy it!


Recensione di Catia

venerdì 29 ottobre 2010

Recensione Kurt Baker + Radio Days Pop Expolsion tour + Likely Lads @ Barrio's Cafè


Nove e mezzo di sera di fronte al Barrio's. Alla cassa sono cinque euro d'ingresso; accettabile dai, andata. Una volta dentro al locale ci si guarda intorno, facce simpatiche, gente allegra.
Al banchetto, fornito di maglie, cd, spille e altri gadget, troviamo Paco, batterista dei Radio Days, che ci allunga il promo del loro album spiegandoci che le stampe originali sono ferme per non si sa quale motivo e che quindi per ora vengono regalati al pubblico. Regalo gradito per altro, grazie Radio Days!
Tempo quattro chiacchere e un cocktail che vediamo già salire sul palco la prima band della serata, i Likely Lads. Dal fondo del locale noto con piacere e apprezzo la qualità del suono, strumenti distinti e voci perfettamente nitide. Eccezionale.
Dunque prendo il mio vodka lemon e raggiungo la prima fila. I nostri giovani apripista alternano pezzi del loro nuovo EP "Love is all you need" quali "Shout your love" , "Dance", a classiconi come "In love" senza dimenticare "That's what life is all about" grande cover di Paul Collins. Tutti brani che risuonano nelle casse, nelle orecchie e nel cuore dei loro ormai consolidati spettatori che li seguono ovunque vadano. Al tutto si aggiungono salti, cori, urla, pogo disordinato e incitamenti vari. In definitiva, carichi e trascinanti come sempre, ci regalano l'ennesimo show benfatto. Un applauso ai Likely Lads.
Il pubblico ormai palpitante è pronto ad accogliere sulla scena il secondo quartetto milanese, uniforme nera e strumenti bianchi in perfetto stile Radio Days. Loro vi assicuro, vanno visti per forza.
Oltre allo show sonoro sono pronti ad intrattenere la folla con un mini spettacolino tramite il batterista/oratore che ad ogni fine pezzo ne introduce il successivo.
Come si dice ogni tanto in gergo giovanile "spaccano di brutto"; mischiano la carica powerpop ad un’atmosfera sixties, riff contagiosi alternati a pezzi più complessi, con un pubblico scisso tra gente sollecitante, canterina, e gente intenta ad ascoltarli attentamente.
Dei Radio Days tosti, incalzanti, che picchiano giù duro. Certi e consapevoli, fanno scorrere la loro scaletta. Ci sono pezzi non molto semplici da assimilare se non si ha ancora ascoltato il disco, ma sono molto apprezzati brani come "Elizabeth", che ha un impatto da pelle d'oca, e altri come "Evelyn town" e "Dirty tricks". Delle vere e proprie bombe, non c'è che dire.
Radio Days instancabili, che dopo aver suonato per più di mezz'ora i loro pezzi, fanno da backin band ad un esaltato (nel senso più buono del termine), tanto atteso e citato Kurt Baker. E se prima il locale era infuocato, ora è pronto ad esplodere.
Il primo live show del Kurt Baker/Radio Days pop explosion tour è decisamente iniziato.
Viene dato il via libera alle danze con un Kurt/Elvis Costello: "Pump it up" è il brano di apertura.
Un Baker magnetico e carico da morire, che pensa a divertirsi ma sopratutto a far divertire le persone sotto il palco. Il tempo scorre e si balla, si balla, si balla. Si cantano "Telephone Operators" e "Dance with me" dei Leftovers, "Hanging on the telephone" ed un super classicone come "Pretty Woman". Sono tutti impazziti. Ma il delirio più totale lo si vede quando Baker & Days invitano tutti sul palco a scatenarsi sulle note di "Look but don't touch" di Paul Collins and The Beat. Siamo vicini alla chiusura e allora (all right! all right! all right!) come non finire con "Party till we'll die", scelta azzeccatissima.
La serata è dunque giunta al termine ma il tour è solo all'inizio.


Recensione di Catia
Foto di Gabriele Gastaldin 

Altre fotografie della serata le trovate qui (Kurt Baker + Radio Days + Likely Lads )

A breve, qui su Beat Pop Live, anche il video!

giovedì 28 ottobre 2010

Recensione della serata al Batik! All you need is Pop con: The Bumpkins, The Berkeleys, Ass Cobra, Pop Gun

Mercoledì sera si va tutti al Batik, locale che ormai conosciamo come le nostre tasche, unico posto di Milano in cui si può allegramente fumare (sigarette eh!) guardandosi il concerto. La serata si preannuncia "cafonissima"; i gruppi che suoneranno sono Colin Farrell, The Bumpkins, The Berkeleys, Ass Cobra e per finire Pop Gun direttamente dalla Norvegia. Insomma, punk rock sia!
Riscaldamento pre-live: litri di birra. Si comincia con gli Ass Cobra e prima di tutto vi devo dire com'erano vestiti. Il cantante aveva una salopette di jeans in stile benzinaio, il chitarrista - forse quello conciato meglio - ma solo a livello di vestiario (perchè di alcool ne aveva ingerito fin troppo) aveva pantaloni rossi e giacchetta di jeans; il bassista invece portava una kefiah, una specie di tunica blu e cappellino in stile arabo, mentre il batterista indossava canotta bianca, gilet di pelle e rossetto nero. Carichissimi e stra-gasati fanno un casino assurdo: sbandano e picchiano duro. Gli amici salgono a cantare con loro e il pubblico si diverte tantissimo. Almeno una volta nella vita bisogna vederli live.
Poi tocca ai Berkeleys, gruppo torinese pop/punk rock formatosi nel 2009. Complici i cattivi suoni forse non riescono a spiccare al meglio, ma il quartetto è unito e sembrano piuttosto seri nel presentarsi e nell’eseguire i pezzi, ricordando un po’ i primissimi Blink 182. Un’esibizione quindi non al 100%, ma che comunque riesce bene ad inglobarsi nell’atmosfera intima della serata.
I terzi a suonare sono i Colin Farrell. Qualcuno tra il pubblico urla "Vai Mob!" ancora prima che il soggetto in questione, il cantante, si metta dietro al microfono. Suonano un punk velocissimo, le canzoni sono semplici, eseguite una dopo l’altra, e si imparano quasi subito. Ma quello che colpisce di più è il continuo impazzire del cantante. Non smette un attimo di muoversi, si intrufola tra il pubblico facendo anche un bel pò di metri verso il fondo del locale, poi torna indietro e va verso il bagno, poi gira attorno al microfono e si butta in mezzo alla strumentazione accantonata in un angolo del palco. La gente lo incita, ride e scoppia in un urlo collettivo quando I Colin Farrell suonano uno dei loro pezzi più completi "Lollo is on cortison". Il divetimento è assicurato.
Stessa sorte per i Bumpkins. Suonano punk rock dal 2007 ma ultimamente è cambiata la formazione. Anche loro sono parecchio carichi, già dalla prima canzone il pubblico si scatena in un pogo violentissimo e chi non era già sudato... beh, suda per forza adesso. Suonano tutti i loro pezzi migliori: "You gotta go", "Fonzie", il nuovissimo "I was troubled" e alla fine c'è pure spazio per "Sea Monkey". Scalette tutte abbastanza brevi ma piacevolissime.
Per ultimi tocca ai Pop Gun, quattro ragazzoni norvegesi con due album alle spalle e un bassista che suona anche negli Yum Yums. Sono bravi, hanno una presenza scenica che ricorda vagamente quella dei Gaslight Anthem (non come sonorità, ma proprio per atteggiamenti). Il loro è un rock che suona più “classico” rispetto alle altre band. La chitarra solista è potente e importante, la teatralità che assumono suonando dimostra che ci sanno davvero fare.
Con loro si conclude in bellezza una serata “ignorante” che verrà ricordata per le esibizioni pazze, i poghi e metà dei presenti ubriachi. D’altronde l’essenza del punk rock è esattamente questa!


Two Minutes with Egil Stemkens (From Pop Gun)



Live Report di Arianna 
Intervista realizzata da Ame Bumpkin'

Beat Pop Live present: Kurt Baker + Radio Days + Likely Lads @ Barrio's Cafè

Beat Pop Live & Otis Tours Present:

KURT BAKER (from The Leftovers) Live In Milan!

Kurt baker on MySpace

+

RADIO DAYS *RELASE New album "C'est La Vie"!!*

Radio days on MySpace

+

LIKELY LADS

Likely lads on MySpace


INIZIO ORE 21

INGRESSO 5 EURO!

@ BARRIO'S CAFè

VIA BARONA ANGOLO VIA BOFFALORA (MILANO)


OTIS TOURS
http://www.myspace.com/otistours

mercoledì 27 ottobre 2010

Radio Days Special


INTERVISTA A DARIO, VOCE E CHITARRA DEI RADIO DAYS

Parlaci del nuovo album "C'est la vie"
Inannzitutto ciao a tutti e grazie per mille per l'intervista!
"C'est La Vie" è il nuovo disco dei Radio Days che uscirà il 15 novembre in versione CD per Tannen Records (http://www.tannenrecords.com ), in versione in vinile per Surfin Ki Records (http://www.myspace.com/surfinkirecords) e negli USA per Insubordination Records (http://www.insubordinationrecords.com). E' il disco di cui andiamo più fieri, che ci rappresenta al meglio e contiene le migliori canzoni che abbiamo mai scritto!

Quali sono stati i cambiamenti dal primo disco a quest'ultimo?
I cambiamenti sono stati tantissimi. Dal nostro primo disco del 2006 abbiamo cambiato due batteristi, il nostro ex chitarrista Paco è passato alla batteria e abbiamo preso alla chitarra nel 2008 il nostro vecchio amico Asso. Praticamente siamo completamente un altro gruppo. Quel disco è molto più orientato sul poppunk e ormai non ci rappresenta per niente. In effetti, dal vivo, non suoniamo più neanche uno di quei pezzi. Dall'uscita dell'EP "Midnight Cemetery Rendezvous" nel 2008 abbiamo svoltato verso il powerpop che è il genere che abbiamo sempre voluto suonare.

Cos'e il Powerpop per te, e perchè avete deciso di fare questo genere?
E' difficile dover dare una definizione di Powerpop in generale perchè spesso troppe band anche molto diverse fra loro vengono etichettate "Powerpop". Più che una descrizione generale ti posso dire come qual è la nostra concezione di questo genere. Scrivere pezzi orecchiabili ma non banali, di concezione decisamente pop ma suonati con una grande energia in cui le melodie e le armonie vocali, soprattutto nei ritornelli, rivestono la componente più importante.
Questa secondo noi è la ricetta per il Powerpop perfetto. Non c'è nulla di meglio da suonare!

Quali sono i modelli principali a cui ti ispiri?
Siamo tutti e quattro Beatlesiani fino al midollo e ne andiamo naturalmente fieri.
In generale come modelli abbiamo i grandi gruppi 60's della British Invasion, Beatles, Who, Small Faces, Kinks, Byrds, Zombies, il powerpop degli anni '70 del primo Elvis Costello, Graham Parker, Nerves, Paul Collins Beat, Big Star, Rubinoos, Joe Jackson, Knack, Raspberries, Keys fino ad arrivare a cose più moderne come i primi Weezer, i Muffs e i Teenage Fanclub.

Tra poco partite per il tour europeo con Kurt Baker a cui farete anche da Backingband, cosa ti aspetti?
Semplicemente non vedo l'ora. Abbiamo fatto l'ultimo tour in Europa nel 2008 ed era finalmente ora di ripartire! Suoneremo in Italia, Svizzera, Francia, Spagna, Germania e Danimarca in alcuni locali davvero fighi. Soprattutto in Spagna c'è un grande interesse per questo genere di musica e la gente ai concerti è fantastica. Kurt poi è davvero un grande e con lui a fianco il divertimento è assicurato!

Secondo te, come si fa a riportare la gente ai Live e farli magari anche appassionare ad un genere come il Powerpop che forse in Italia non ha mai preso davvero piede, forse anche perchè di band italiane che hanno proposto questo genere non ce ne sono mai davvero state?
Il problema della scarsità di pubblico ai live coinvolge direi tutto il mondo della musica in generale. Naturalmente si fa sentire ancora di più per un genere come il powerpop che non è di certo popolare. Penso sia molto difficile che le cose possano cambiare, l'unica cosa da fare rimane quella di continuare a pubblicare dischi di grande qualità e concentrarsi su concerti live intensi e che possano coinvolgere il pubblico! Prima o poi qualcuno se ne accorgerà e magari le cose cambieranno!

Quali sono i 5 dischi fondamentali per te?
Di fondamentale per me ci sono solo i Beatles, in particolare:
  • Beatles - Revolver
  • Beatles - Help
  • Beatles - Rubber Soul
  • Beatles - Abbey Road
  • Beatles - A Hard Day's Night

Quali sono le tue band/artisti preferiti in assoluto, e se hai invece qualche giovane band da consigliarci?
I miei gruppi preferiti coincidono con quelli a cui ci ispiriamo e che ho già nominato prima. Per quanto riguarda nuove band italiane mi piacciono molto i Bad Love Experience di Livorno, i Record's di Brescia, e gli Home di Verona. Come band estere invece di posso nominare gli 88, i Red Button e i Singles.

Ultima cosa. Rivelaci qualcosa sui Radio Days che non hai mai rivelato a nessuno
Non ti posso rivelare tutto ma inizio a darti due indizi. L'ora, 22:10 e la causa: soffocamento a causa di una sarciccia.

- BIO -
I Radio Days sono la risposta italiana all'essenza del Powerpop di fine anni '70, un'ideale incrocio fra le melodie e le armonie di stampo beatlesiano dei sixties e l'energia del punk dei seventies. Un esplosivo mix tra l'urgenza del primo Elvis Costello, gli intrecci vocali dei Rubinoos, la graffiante grinta dei Big Star e le immediate melodie dei Knack.
Nati nel 2003 da una costola dei Retarded (storico gruppo punk rock di Voghera con alle spalle più di 300 concerti in tutta Europa e due tour americani), i Radio Days sono riusciti a imporsi come una delle migliori band Powerpop italiane, sviluppando nel tempo uno stile personale e concentrandosi su un'intensa attività live.
Dopo un omonimo disco del 2006, la svolta avviene nel 2008 con la pubblicazione per l'americana Insubordination Records dell'EP “Midnight Cemetery Rendezvous”.
L'EP viene accolto in maniera entusiastica da critica e pubblico e permette ai Radio Days di suonare 70 concerti in giro per l'Italia e l'Europa, partecipando a festival di rilievo internazionale tra cui il “Purple Weekend” a Leòn, Spagna, l'”International Pop Overthrow” allo storico Cavern Club di Liverpool, il “Lee Rocks” a Firenze e il “Pop Circus” a Milano, dividendo il palco con gruppi come i Rubinoos, Blues Magoos, Rakes, Maccabees, Good Shoes, Those Dancing Days, Teenagers, Marky Ramone, Frank Popp Ensemble, Squire, Chixdiggit, Mcrackins e molti altri.
Sempre nel 2008 i Radio Days hanno la possibilità di aprire le date italiane del tour dei Beat di Paul Collins uno dei padri fondatori del Powerpop.
L'intesa che si viene a creare fra l'ex batterista dei Nerves e i Radio Days sfocia nella pubblicazione nel 2009 di uno split 7” condiviso dalle due band pubblicato da Surfin' Ki! Records seguito da un secondo tour italiano.
Nel marzo 2010 i Radio Days entrano in studio per registrare il loro secondo album “C'est La Vie”.
Registrato all'Elfo Sudio di Piacenza da Daniele Mandelli, “C'est La Vie” è il disco che traghetta i Radio Days verso la piena maturità compositiva, consacrandoli come una delle migliori realtà nel panorama indipendente italiano.
L'uscita è prevista il 15 Novembre, Tannen Records si occuperà della stampa del CD e del download digitale per l'Italia, Surfin Ki! Records pubblicherà la versione in vinile e Insubordination Records pubblicherà il CD negli Stati Uniti.
Le date di promozione di “C'est La Vie” avranno inizio con un tour europeo di 18 date che vedrà i Radio Days suonare in Italia, Francia, Spagna, Belgio, Olanda e Germania in compagnia di Kurt Baker dei Leftovers.


- RECENSIONE -
Le influenze più importanti che caratterizzano la band provengono da gruppi come The Beatles, Knack, Rubinoos, Big Star, Elvis Costello, Paul Collins; un mix di energia punk rock e melodie pop.
La tracklist comprende brani come "Spinning Round The Wheel", forse il pezzo con una velocità in apertura maggiore, per passare poi a pezzi come "So Far So Close", "Evelyn Town", "The Meaning Of Fire", più trascinanti ma non paragonabili però a ballate più "lente"; come dimenticare "Sleep It Off" o "Elizabeth". Insomma, un album maturo ed elaborato, pieno di arrangiamenti eccezionali e riff non indifferenti che incuriosisce di certo il pubblico, ma che va assimilato in almeno due o tre steps per rendersi conto dell'effettiva capacità compositiva di questi quattro ragazzi milanesi ed avere un piccolo capolavoro da conservare tra le proprie collezioni.
Buon ascolto!