martedì 26 ottobre 2010

Beat Pop Live present: All you need is Pop! @ Batik


Beat Pop Live:

From The Yum Yums
*POPGUN* (Oslo)

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COLIN FARREL

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5 band!
Ingresso 8 euro CON CONSUMAZIONE!

BATIK PUB, VIALE UMBRIA 64!

lunedì 25 ottobre 2010

Recensione della serata al Rocket! con: Urban Clothes (Release Party!), Skinniboys, Femme Fatale & Dj Set


Piove e fa freddo. E' una di quelle tipiche domeniche di fine Ottobre in cui te ne staresti volentieri a casa in pigiama e pantofole. Invece sfidi le intemperie e ti infili dentro al Rocket, dove c'è caldo e gente, tanta gente. Ad inizio serata, più di venti persone sono sedute al bancone, e altrettante se ne trovano quando si scende nella sala concerti. Alle dieci i live non sono ancora cominciati, ma c'è già Dj set e qualche ragazza che balla in mezzo alla pista.
Poco più tardi però, dentro al Rocket si alza ancora di più la temperatura: il via vai tra palco/pista/camerini si fa più intenso e la gente comincia ad accalcarsi. I primi a salire sul palco sono i Femme Fatale, quattro ragazzi di Alessandria che hanno appena visto nascere il loro primo EP. La voce del cantante è sorprendentemente chiara e limpida dal vivo, i suoni coinvolgenti. Suonano i loro pezzi tranquillamente, senza proporre un grande show, ma il risultato è tutt'altro che noioso; l'atmosfera che riescono a creare è accogliente, e le prime quattro file sono prese e incantate. La scaletta è breve ma intensa, spicca una cover degli Stereophonics, "Have a nice day", con conseguenti balletti e immancabili cori pa-para-pa-pa-para di contorno.
Poi è il turno degli Skinnyboys, o forse sarebbe meglio dire degli Skinnybomba, perchè come salgono sul palco partono una serie di luci psichedeliche e fischi d'incitamento. Il batterista comincia a picchiare, il chitarrista con i suoi suoni un pò distorti si mette a seguirlo. L'intro degli Skinnyboys dura una manciata di secondi, il tempo che ci metto per capire che hanno dato inizio alle danze con una cover che più azzeccata di così non potevano sceglierla, "A Forest", dei Cure. Poi attaccano con i loro pezzi; energia alle stelle, trasmessa maggiormente dalla voce del cantante e dalla batteria che picchia come un martello. Il pubblico sotto non può fare a meno di agitarsi, soprattutto sulle note di "Let there be more wine", e verso la fine parte anche qualche spintone che ovviamente sfocia in un pogo.
Chi è rimasto dietro nelle ultime file, e non supera il metro e settanta, ormai non vede più niente. C'è casino, le cinquanta persone che c'erano ad inizio serata si sono triplicate; duecento persone affollano il locale che quasi straborda. Quando gli Skinnyboys smettono di suonare la gente è ancora su di giri e addirittura si fa fatica a spostarsi più in fondo o più avanti.
L'ultima band a salire sul palco del Rocket sono gli Urban Clothes, quintetto dalle sonorità Indie Pop che si esibisce per presentare il nuovo album "Hug, kill and feel your rage". Precisi e impeccabili, suonano per quasi un'ora. I pezzi sono per metà energici e vitali, per metà più lenti e simili a ballate, ma comunque tutti ugualmente potenti. Urla, fischi e battiti di mani sono la costante. Il casino più casino si scatena forse sul loro pezzo più interessante e suggestivo "The rage of a lonely heart"; sul riff di questo brano, tutti - ma proprio tutti - cantano e ballano. La risposta del pubblico denota una certa esperienza degli Urban Clothes, sicuri delle loro capacità e determinati.
E' ormai l'una passata quando anche gli Urban Clothes abbandonano il palco. Qualcuno esce a fumare una sigaretta, qualcuno torna su per un altro drink, e rimane giusto giusto lo spazio per esaurire tutte le energie ballando sulle canzoni messe dall'ormai consolidato "The Family Dj set". In pochi guardano l'orologio, perchè dopo venti minuti e qualche birra, e nonostante le luci che si accendono prepotentemente nella sala, c'è ancora spazio per una decina di ballerini provetti che ripropongono una coreografia sulle note dei Darwin Deez, e altre canzoni sulle quali c'è da scatenarsi per forza di cose.
E' stata decisamente una buona idea quella di uscire di casa e andare al Rocket, anche di domenica sera, anche se faceva freddo e pioveva.

Recensione di Arianna
Foto di Gabriele Gastaldin

Recensione della serata al Covo club! con: The Manges, The Cocos


Sabato sera, nonostante le diverse possibilità che Milano ci offre, decidiamo di optare per una trasferta a Bologna dove, al Covo, suonano Manges e Cocos. La serata comincia verso le undici quando le Cocos salgono sul palco: scelgono una scaletta corta, veloce e incisiva. Scelta azzeccata, il pubblico segue e il risultato è più che gradevole. Unico errore tecnico della band una falsa partenza sul loro quarto o quinto brano. Tuttavia si sa... è Punk Rock!
Tempo dieci minuti e già tocca ai Manges. Aprono con "Stalag 17/Good Morning Campers". Il pubblico è un immobile ma c’è già chi canticchia. Seguono quaranta minuti in cui si alternano classici come "Barrage of Hate", "Blame Game" e "Oh Mary" a canzoni nuovissime come "Bad Juju", "Back to the Training Camp" e "M.I.A". Man mano che il concerto prosegue sempre più gente canta e solleva le braccia a tempo. I Manges suonano senza pause e il pubblico segue attento. Certo fa strano a una settimana dal Release Party in scaletta, dove il casino era al top, rivedere il quartetto spezzino con un pubblico fermo. Tuttavia devo ammettere che per una volta mi sono goduto per bene tutto il concerto. Lo show sembra finito con "Ten Shots" ma poi i Manges salutano con il bis: "Serenity Now", "Havana Affair" e "I Don’t Wanna Live in Hell". Scaletta identica a quella di una settimana fa ma concerto completamente diverso. D’altro canto la serata a mezzanotte e venti non è certo finita e il fatto di non essermi devastato come al solito non mi dispiace. Adesso tocca al Dj set di Gaia London Loves e Fra Likely Lads. Dopo un quarto d’ora la sala, stretta e lunga, con le pareti nere e pochissima luce, si riempie di gente che canta e balla. I dj alternano musica indie a elettronica senza dimenticare qualche brano punk e garage qua e là. La gente è soddisfatta e quando alle tre e mezza il dj set finisce un bel po’ di gente si lamenta del fatto che la serata non vada avanti. D’altro canto è ora di tornare a Milano. 

Recensione di Ame Bumpkin'

domenica 24 ottobre 2010

Femme Fatale - Fading night sounds

Sei canzoni, un titolo più bello dell'altro per ognuna di esse. Già a leggerli sul retro del cd, sembra che tra una lettera e l'altra scorra un filo di malinconia, misto quasi a rabbia (repressa). Un pò come vedere il grigio e il rosa mischiarsi assieme. E l'ascolto non delude le impressioni sensoriali; i giri di chitarra e la voce del cantante ti prendono dentro a questo vortice che ti culla, ma il ritmo della batteria ti impone di agitarti per bene e schioccare le dita.
Al primo ascolto sorge anche spontaneo il paragone con band come i Nine Black Alps e gli Idlewild; il tutto confluisce in sonorità più alternative, una vena indie-pendente che trapela silente nelle tracce. Il loro primo Ep, caratterizzato da queste sonorità energiche e leggere allo stesso tempo, risponde al nome di "Fading night sounds" e loro sono i Femme Fatale.
Scelgono questo nome porgendo i loro ossequi al tipo di donna che simboleggia, senza dimenticare la dedica dei Velvet Uderground a Edie Sedgwick con l'omonimo brano.
I Femme Fatale sono quattro giovani ragazzi che arrivano da Alessandria, con la passione per la musica e il divertimento, ma soprattutto con la voglia di suonare il più possibile; quattro ragazzi consapevoli del loro bagaglio di esperienza, che forse è ancora troppo leggero, ma con il desiderio di renderlo sempre più carico.
I brani dei nostri alessandrini non presentano un tema centrale, un filo conduttore, ma sono bensì molto più compositi: una raccolta dei loro pezzi migliori realizzati nei primi anni di lavoro insieme. Un viaggio nella quotidianità, nella primavera della vita.
E allora in un perfetto stile Femme Fatale: emozionale e duro, cinico e metereopatico, noi intanto restiamo in ascolto e seguiamo attenti la loro crescita, sicuri che non ci deluderanno.


"When you were young, remember... when you were young and don't forget".


venerdì 22 ottobre 2010

Interview with Kurt Baker!


INTERVISTA A KURT BAKER, CANTANTE DEI LEFTOVERS, SUL SUO EP SOLISTA "GOT IT COVERED". FRA POCHI GIORNI LO VEDREMO IMPEGNATO IN UN TOUR EUROPEO CHE PASSERA' ANCHE DALL'ITALIA. 
28/10 Milano @ Barrio’s Cafè 
29/10 Domodossola (VB) @ Oste Live 
30/10 Fidenza (PR) @ Arci Taun 
31/10 Meldola (FC) @ Camaleonte


Il tuo primo album solista Got It Covered uscito da poco è un disco di cover Power Pop, perchè cover e in base a cosa hai scelto quelle canzoni?
Essendo un musicista, è sempre stato un mio grande sogno fare un disco con alcune delle mie canzoni preferite. Sono un grandissimo fan del Power Pop e della musica New Wave, che hanno avuto una grande influenza sul mio modo di scrivere le canzoni nella mia vecchia band, i Leftlovers. Ho pensato che, come introduzione per la mia carriera da solista, lanciare un EP di canzoni che tutti conoscono, sarebbe stata una cosa davvero appropriata, ma ero anche eccitato all'idea di entrare in studio e registrare queste canzoni, soltanto per "smontarle" e conoscere meglio come sono state scritte... con il risultato che sono molto felice di come sono venute fuori, perchè sono rinvigorite da un sentimento moderno, ma non mancano di rispetto alle canzoni originali. "Got It Covered" è stato prodotto da Linus di Hollywood, e io e lui assieme abbiamo selezionato le canzoni da registrare... amiamo moltissimo band come i The Knack e Elvis Costello, sapevamo di dover registrare qualcuno dei loro pezzi!
 
Perchè hai sentito la necessità di fare un disco solista?

Alla fine del 2009, ho notato che la mia vecchia band, i Leftlovers, stavano iniziando a perdere il loro slancio, e ora purtroppo non abbiamo nessun progetto futuro. I Leftlovers sono stati il mio obiettivo principale per molti anni, ma nella mia vita in questo momento è tempo di andare avanti e provare cose nuove e lavorare con altri musicisti... così ho ritenuto importante provare qualcosa di nuovo e divertente come "Got It Covered". Lavorerò su moltissime altre nuove canzoni, e sul mio nuovo album programmato per il 2011.

Quali sono le tue band preferite in assoluto? Hai invece qualche giovane band da consigliarci?

Mi piacciono moltissimo le band rock 'n' roll degli anni '60 e '70, ma molte di loro non esistono più! Ahah! Però ci sono delle band che ora adoro davvero molto. The Sugar Stems, che sono di Milwaukee, nel Wisconsin. Amo anche i The Jetty Boys (anche loro sono del Wisconsin). E per ultimi, ma non meno importanti, una grande band da Portland, i Monarques, che sono spaventosi!

Fra poco parti per un tour europeo, ti piace l'europa? cosa ti aspetti?
L'Europa è uno dei miei posti preferiti! Sono davvero fortunato a fare un tour in Europa, e per la terza volta. Amo il cibo, la cultura, la musica e tutti i club rock 'n' roll. E' tutto di cui uno come me ha bisogno! E non dimentichiamoci del formaggio... io adoro il formaggio... e la birra.
Questa volta sarà una nuova esperienza perchè suonerò con i Radio Days che mi faranno da backing band. Dovrò imparare un pò di italiano! I Radio Days sono ragazzi meravigliosi e brillanti musicisti, quindi immagino che il nostro concerto sarà il top... e ogni città e club in cui andremo si trasformerà in un party, costi quel che costi!

Dopo il tuor europeo e la promozione di Got It Covered, quali progetti hai?
Ho in cantiere un breve tour nel Midwest a Dicembre. Ad accompagnarmi ci saranno due dei membri dei Methadones, Geoff Palmer dei The Guts e il mio grande amico Wyatt Funderburk, che ha suonato con i Parasites and Second Saturday, ed è anche un mio collaboratore. Insieme abbiamo scritto un paio di canzoni, inclusa "Telephone Operator" dei Leftlovers. Dopo Dicembre, sto pianificando di andare al South By Southwest festival in Austin, e a Maggio andare al 25esimo anniversario del Screeching Weasel a Chicago... mi tengo impegnato!


 

giovedì 21 ottobre 2010

The Manges – Bad Juju


Nel panorama Punk Rock Italiano c’è una band che dal lontano 1993 porta avanti la bandiera Ramonsiana. Una band che, pur rimanendo nell’ambito underground, quando suona dal vivo riesce a muovere un numero non indifferente di persone. Una band che è riuscita a portare la propria musica oltreoceano riscuotendo ottime risposte dal pubblico. Questa band risponde al nome di The Manges. Il quartetto spezzino vanta la pubblicazione di 2 album, di 2 cd split, un Lp live, una quindicina di singoli su 7 pollici. Settimana scorsa, dopo 4 anni di attesa, ci ha regalato un nuovo album. Bad Juju è stato registrato ad Atlanta in Georgia ed è stato prodotto da Joe King, membro fondatore e cantante dei Queers.
Già al primo ascolto è lampante la qualità di questo lavoro. 
Stalag 17/Good Morning Campers, brano d’apertura, ha un’energia potente e probabilmente la canticchierete già al secondo ascolto. Lo stesso si può dire di brani come Hit the Punchball e The Last of the Savages.
La Title Track, Bad Juju, è forse la punta di diamante dell’album e racchiude, sia nelle sonorità sia nel testo, l’atmosfera dell’album. “Brutte storie” come le ha definite Manuel Manges in un’intervista a Radio Onda d’Urto. Così come Bad Juju anche Serenity Now riecheggia tantissimo il sound dei Ramones di Halfway to Sanity e Animal Boy. Motion Picture Rest Home invece ci ricorda i Ramones di Plesant Dreams con un ritornello divertentissimo.
Back to the Training Camp, scritta da Ben Weasel appositamente per l’album, suona incredibilmente Riverdales e infatti la melodia rimane impressa in testa a primo ascolto.
SGT. Mouse Band March vanta invece Danny Vapid come coautore e il suo apporto si sente… eccome!
L’attesa dei supporter dei Manges è stata ripagata a pieno e non a caso la risposta del pubblico al Release Party alla Skaletta, storico rock club spezzino, si è fatta sentire: locale pienissimo e brani nuovi intonati da buona parte del pubblico ad appena una settimana dall’uscita dell’album.
Il risultato finale è compatto e veloce, scorre senza fratture ed è da considerarsi un ottimo lavoro. Detto in parole povere: un altro album alla Manges!

Recensione di Ame Bumpkin'

Beat Pop Live present: Urban Clothes release party @ Rocket!


URBAN CLOTHES Release Party!* (Indie/Pop/Rock)

" Hug, Kill And Feel Your Rage"


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THE SKINNIBOYS (Indie Rock)


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FEMME FATALE (From Alessandria!) (Indie Rock)


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° FAMILY DJ SET °

FRA LIKELY LADS & SPECIAL GUEST "CAVA"!

VIRGY&SOFY

GIO&MINI


@ ROCKET

Via Pezzotti 52

Inizio ore 21:30!